IMPARARE DAL VENTO

Oggi è uno di quei giorni in cui voglio aggiornare il mio “diario”.
Quando ero piccola avevo un diario segreto in cui custodivo i miei segreti più intimi, le gioie e la tristezza. Li chiudevo a chiave con un lucchetto, creando un mondo tutto mio in cui nessuno poteva accedervi.
Un giorno, però, smisi di scrivere.
Forse perché la mia adolescenza non è stata delle più felici, forse perché non ho incontrato sempre belle persone sul mio cammino, o forse perché nei momenti di rabbia e frustrazione finivo sempre per strappare in mille pezzi il diario.
Da qualche mese ho iniziato questa nuova avventura e voi siete i miei compagni di viaggio. Scrivo su questo blog come se fosse un diario e questa volta non sono sola nel mio mondo, ma sono consapevole di condividere le mie emozioni con voi.
Dovrei aggiornare il blog più spesso questo lo so, dovrei parlarvi del colore dell’anno, dell’ultima tendenza, dei miei outfit, ma vi è mai capitato di sentirvi very sad, ma di una tristezza che si trasforma in apatia? Di conseguenza non ho tanta voglia nemmeno di aggiornare il blog.
Se avessi avuto un diario cosa avrei scritto oggi? Beh…che mi sento un gambero!! Si avete letto bene. Faccio un passo avanti e tre indietro. Mi capita di fare qualcosa di buono, in cui ho speso tante forze ed energie…e poi? E poi quando sono giù di morale faccio terra bruciata intorno a me, distruggo tutto, e mi sento alla fine ancora più infelice. Sbagliare è umano, ma perseverare e’…da stronzi!!! Non capisco perché continuo ad essere così. Forse è proprio vero che se uno se nasce tondo non può morire quadro. Sono troppo istintiva, e non mi accorgo che il nervosismo mi porta a compiere azioni e pentirmi. La mia vita sembra un continuo pentimento, che inevitabilmente mi porta al rimpianto. Mi sono chiesta sempre il perché, ma non sono mai riuscita a dare una risposta.
Dopo tanti anni e un’attenta analisi su me stessa (perché come sapete sono “masochista inside” e se non mi faccio ogni giorno due o tre film mentali non sarei più io!!) sono giunta a una conclusione.
E’ L’INSODDISFAZIONE.
Sono insoddisfatta dell’amore, perché in fondo per quanto mostri al mondo la mia parte acida come tutti ho bisogno di amore e a volte credo che sia troppo poco.
Sono insoddisfatta dell’amicizia, perché dopo 27 anni di delusioni sono pentita di aver dato tutta me stessa a chi non lo meritava.
Sono insoddisfatta del percorso scelto. Ho studiato tanti anni, mi sono laureata eppure sono così confusa e bloccata davanti a tante strade e non so quale imboccare.
Sono insoddisfatta del luogo in cui vivo. Fare le stesse cose, vedere le stesse irritanti persone, sentirsi un pesce fuor d’acqua.
Sono insoddisfatta di me stessa. Ognuno odia qualcosa di sé. Io mi odio quando davanti al traguardo non oltrepasso la linea bianca. Mi viene meno la volontà e la forza d’animo proprio all’ultimo e mi nego l’opportunità di essere felice.
Faccio parte di quella categoria, che in molti odiano, e cioè i LAMENTOSI. Certamente c’è chi si lamenta anche per le stupidaggini, però e’ facile parlare quando ti servono tutto su un piatto d’argento, quando nella vita non hai mai dovuto capire cosa sia il dolore. Le persone dicono frasi fatte del tipo: “piuttosto che lamentarti, rimboccati le maniche e agisci”. Non è sempre così semplice, ma si sa alla gente piace parlare, sempre e comunque, anche quando non ci si è mai trovati “negli stessi panni”. Noi lamentosi in questo modo, però, ci sfoghiamo e dopo ci sentiamo meglio. 🙂
Sto ascoltando “imparare dal vento” dei Tiromancino, e forse il testo di questa canzone esprime meglio di qualsiasi mia altra parola il mio stato d’animo.
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire. 
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi. 
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

 Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire. 

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire.

Kiss, kiss the Coco’s bag.
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