LOOKING FASHION IN ROME

E’ calato il sipario, le luci si sono spente e tutto è tornato alla normalità, alla triste normalità profondamente satura di preoccupazioni quotidiane, ansie di ogni genere e maratone estenuanti alla conquista di sogni, alla ricerca di soluzioni che possano dare una svolta alle nostre esistenze.

Il mio albero di Natale è stato smontato, ramo dopo ramo, pallina dopo pallina e io ero lì, seduta, ad osservare la riduttività dell’animo, la mancanza di emozioni nelle persone che mi circondano. E’ diventata quasi un’ossessione “montare e smontare” l’albero, come se fosse una pura formalità, mentre io ho sempre sentito forti sensazioni. Ho sempre visto questa festività come un momento per gioire, un momento di unione familiare, di amore, un diversivo per evadere dalla realtà. Basta un piccolo dono per essere felici, qualche semplice caramella in un calzino per addolcire la giornata. Invece oggi mi è crollato tutto l’emisfero emotivo sentendo testuali parole: “meno male che sono finite queste feste, e ora ho anche il fastidio di dover togliere l’albero. Che seccatura!”.

Preferisco non commentare oltre, ma soltanto spegnere dignitosamente l’interruttore di tutte le luci.

Il mio Natale verde, come i verdi grinch, ha iniziato a prendere una piega giusta da Capodanno, fortunatamente. Il 30 mi sono letteralmente fiondata nei negozi alla ricerca di un outfit che potesse capovolgere il grigiore delle mie vacanze, che potesse simboleggiare l’inizio del nuovo anno con il sorriso sulle labbra. Chi non crede che lo shopping sia terapeutico è un folle. Prossimamente vi mostrerò cosa ho indossato il 31 notte. Oggi invece voglio soffermarmi proprio sullo shopping terapeutico e su quanto sia rilassante osservare le vetrine dei negozi.

Una cosa che ho sempre amato fare quando studiavo nella capitale era perdermi per le vie della mia amata Roma. Girovagare nella grande bellezza della città eterna era un piacere estremo, che sapeva guarire ogni mio momento di tristezza e sconforto. Prendevo l’80, o l’80B a piazza istria, dopo aver aspettato la classica mezzora, perché si sa l’atac regala sempre grandi gioie, e finalmente si partiva alla volta del centro. Viale Regina Margherita, Piazza Fiume, Piazza Berberini, insomma un tripudio di meraviglie che ti accompagnavano fino a piazzale Clodio, la mia fermata preferita. Si sa tutte le strade portano a Roma, con decine di mezzi pubblici e privati malfunzionanti a tua disposizione, come la metro, il taxi, il car sharing, e numerosi altri autobus, ma non avrei cambiato per nulla al mondo la mia tediosa consuetudine, questo connubio perfetto e imperfetto tra “piazzale Clodio, 80 e atac”. Persino la sera, quando avevo voglia di andare a Trastevere in qualche fraschetta con le mie amiche, cercavo di correre più veloce della luce prima che l’ultimo 80 partisse dalla piazza.

Arrivata nel piazzale, avevo solo l’imbarazzo della scelta…”Comincio con la galleria di Alberto Sordi? o mi butto nel palazzo di Zara come se non ci fosse un domani?!”

Anche quando il mio portafogli urlava pietà, adoravo ugualmente camminare per Via Condotti o Via del Corso. Guardavo le mie vetrine preferite, immaginandomi con una Louis Vuitton nuova di zecca, e nel medesimo istante pianificavo stretegici metodi di risparmio da poter investire in una borsa costosissima. Alla fine sognare non costa nulla.

Qualche settimana fa, in occasione della laurea di mio fratello, sono tornata a Roma, bella come sempre, e non ho resistito alla tentazione di camminare su quei sanpietrini che ho odiato e amato per tanti anni. Casualmente ^_^ sono finita nelle vie del centro e ho iniziato a fotografare le vetrine più belle, molte anche in versione natalizia, per mostrarvele e condividere con voi questo momento, per me, magico.

Insomma è come se aveste fatto un giretto per Roma insieme a me. 😉

Roma mia, nun fa la stupida stasera.

Kiss, kiss the Coco’s bag

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