PEOPLE ALWAYS LEAVE. AND YOUR DREAMS?

A volte vorresti andare via.

Vivi in una città, ma vorresti essere da tutt’altra parte. Vorresti frequentare luoghi, posti e persone completamente diversi. Vuoi ricominciare consapevole dei tuoi sbagli. Vuoi porre un freno ai tuoi rimpianti. Hai completato una parte del tuo percorso di vita, magari ti sei diplomato o laureato e vuoi cercare di capire quale sia il tuo futuro o dove indirizzare il tuo interesse, l’impegno. Queste scelte mettono paura, soprattutto se ti senti perso, se senti di aver perso la strada. Vuoi ritrovarla, e ti arrabbi perché da solo non ci riesci. Avresti bisogno di persone che ti diano una parola di incoraggiamento, che ti diano la forza di far chiarezza nei tuoi pensieri confusi, che apprezzino le tue qualità o che ci facciano capire quali siano queste qualità, perché nei momenti di tristezza e sfiducia credi di essere un qualcosa di inutile e senza valore. In momenti di maggiore ottimismo speri che le persone ti aiutino e ti guidino. E invece il nulla. Ti senti solo. Non c’è nessuno pronto a tenderti la mano. Ognuno pensa a se stesso. C’è chi ti risponde con cattiveria o invidia, chi ti tappa le ali, e chi ti offende e magari non potrebbe nemmeno permettersi di farlo.

Un giorno ero a Roma. Ho studiato lì e mi sono laureata, come sapete, in giurisprudenza. Ero intenta a leggere pagine e pagine di dottrina quando ad un certo punto sentii un suono in sottofondo. Qualcuno suonava il sassofono. Era meraviglioso. In quel momento ho immaginato di camminare in mezzo ad una folla di persone a Time Square. Ho pensato a New York perché una mia cara amica desiderava con tutto il cuore andarci a vivere e con i suoi racconti mi emozionava. Ero una persona in mezzo a tante, a milioni, però, mi sentivo felice. E sei felice quando ritrovi te stessa tra la folla, quando ti emoziona la vita che ti circonda; e preferisci gli sconosciuti alle persone che ti deludono, a quelle che non ti interessano. Crei legami, ma questi legami inevitabilmente finiscono ed è una doppia delusione per chi dà tutto se stesso, tutto il bene che prova. E ne vale la pena se poi a soffrire sei solo tu? Questo non lo so.

Come Alice nel paese delle meraviglie ti ritrovi davanti a tanti cartelli. E ora? Quale strada scelgo? Qual è la strada giusta? Poi hai paura. Paura di non essere abbastanza in gamba per affrontare le difficoltà sul tuo cammino.

I sogni nel cassetto li hai, e magari sono anche tanti. Vorresti raggiungerli ma si allontanano, e senti tante voci perfide in sottofondo che ti distraggono e ti scoraggiano. Continui a camminare. A volte credi di essere in un deserto alla disperata ricerca dell’acqua. Poi la vedi quest’acqua, ma è reale o è un miraggio?

Io intanto continuo a sognare. Ho tanti sogni e in uno di questi immagino di varcare la porta della sede di Vogue America useful content. Di andare in riunione con Anna Wintour e perché no, oltre a scrivere articoli di giornale, magari diventare direttore artistico o esecutivo. Sognare ti fa sentire vivo, accende la speranza e ti strappa sorrisi nei momenti di tristezza….ma. Si c’è un MA: “ but the trouble with dreams, they’re not what they seem, ‘cause when you awake, they fall through your fingers in flakes”.

Oggi vi ho annoiati o magari interessati con un post che non ha nulla a che vedere con la moda, ma, come vi scrissi nel primo articolo, vorrei che questo blog avesse un’anima, la mia. E’ per questo che sono contenta di condividere il mio stato d’animo con voi, ed ho anche sfogato un po’ il malcontento che c’è in me. A volte mi arrovello il cervello in cerca di un’idea carina per stupirvi giorno dopo giorno, ma credo che le cose più belle nascano così, un pò per caso, proprio come questo post.

The Coco’s bag

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