SANREMO 2019: GLI ABITI DI VIRGINIA RAFFAELE

PREMESSA

Continuano senza tregua le polemiche sulla kermesse più chiacchierata del momento. Gli italiani dovrebbero impiegare questa veemenza per risolvere i problemi del paese e non per azzuffarsi aspramente su argomenti frivoli e inconsistenti.  A questo punto, però, voglio infiammare anche io il dibattito con delle brevi considerazioni prima di tuffarmi nella lato glamour delle serate.

Lo diceva già nel 1960 la buona anima di Totò dimettendosi dalla giuria di Sanremo: “Non faccio l’uomo di paglia” – tuonò Totò ai giornali dell’epoca – “pretendevano che io modificassi la mia opinione e mi sottomettessi alla loro”. Fin quando sono solo determinate persone a decidere le sorti di una gara lo si può accettare. Gli artisti sfruttavano il festival come una vetrina per farsi pubblicità. Se poi a rimetterci sono le tasche degli italiani la questione cambia e deve essere approfondita. I telespettatori in questo modo sono TRUFFATI e DERUBATI. 

Nessuno ce l’ha con il vincitore, nessuno ha sollevato questioni razziste a dispetto di quanto vogliono far passare i signori giornalisti. Gli stessi signori giornalisti che criticano un ragazzino di 20 anni per i suoi comportamenti ma che, però, con tutta la classe e la raffinatezza che dovrebbe contraddistinguere professionisti del loro calibro in sala (ci sono video che testimoniano) utilizzano nei confronti di alcuni artisti parole delicate come “merde, stronzi, andate a casa, coglioni”. TIRATE UN PO’ VOI LE SOMME.

Non so se eleggendo questo vincitore abbiano voluto trasmettere un messaggio politico, ma se è così non hanno fatto altro che uccidere la musica.

INFINE VOGLIO SOLO PORGERE I MIEI COMPLIMENTI AL MIGLIORE: DANIELE SILVESTRI. 

SCARPE CASADEI.
GIOIELLI CHOPARD.
ABITI DI ARMANI, GIAMBATTISTA VALLI, PHILOSOPHY, SCHIAPPARELLI DAL PEGGIORE AL MIGLIORE:
FLOP 

Non ho apprezzato la scelta anticonvenzionale e sicuramente meno scontata di quelle che solitamente si susseguono sul palco dell’Ariston di sfoggiare uno smoking bianco di Armani. Io sono fedele alla linea, sono fedele all’abito di Cenerentola indossato per le grandi occasioni, quindi il completo “giacca, pantalone, blusa nera e sandali con tacco” proprio non l’ho digerito. 

Sulla scia di quanto ho detto poc’anzi, anche l’abito corto, indossato in queste manifestazioni, è un pugno nell’occhio. Il vestito della Raffaele, firmato Armani, sembra un misto tra bambolina e ballerina di flamenco. Inoltre, non rende giustizia al suo fisico statuario.

Mi dispiace inserire tra i flop un abito di Giambattista Valli impreziosito da applicazioni floreali, che coniuga l’alta sartoria alla freschezza, ma ormai è palese la mia profonda avversità per i vestiti corti indossati in queste kermesse. 

La tunica NERA! Non capisco perché hanno fatto indossare alla travolgente Virginia nazionale una sfilza di abiti immotivatamente neri. Questo vestito di Schiapparelli Haute Couture appesantisce e invecchia la co-conduttrice. Inutile è lo sforzo di donare un po’ di vivacità alla mise funerea l’aggiunta di una spilla luminosa composta da due cuori trafitti da una freccia. Freccia che, però, non ha trafitto il mio di cuore!

SENZA INFAMIA E SENZA LODE

Questo abito bustier senza spalline e interamente coperto di paillettes, firmato Armani, mi piace molto. L’accostamento dei colori, invece, sono una tragedia! Le pailettes, che partono dal nero nella parte superiore del vestito, si trasformano rovinosamente in rosso con effetto degradè all’altezza dei fianchi.

“Oh tu dea dell’antica Grecia che proteggi l’amore in tutte le sue forme ascoltaci!” Questo abito di Giambattista Valli, nonostante sia piacevole ed elegante, non esalta particolarmente le forme di Virginia. Tuttavia ho apprezzato un cambio di colore in questa totale oscurità.

Il secondo abito firmato Schiapparelli Haute Couture presenta uno scollo profondo, spalline e texture luccicante. Sul lato sinistro cadono armonicamente delle applicazioni colorate che contrastano in modo impeccabile con lo scintillio del vestito. NONOSTANTE TUTTO NON MI CONVINCE!

TOP

Finalmente un vestito da Red Carpet! L’Atelier Emè, marchio specializzato in abiti da sposa, ha realizzato una fantastica creazione ispirandosi agli anni 50. Questo scenografico abito bustier rosso che presenta un’intreccio centrale e un’ampia gonna vaporosa, tuttavia, era portato con tremendo impaccio dalla Raffaele. ROMANTICISMO.

Dio della moda proteggi e dona lunga vita al re Giorgio Armani! Questo vestito nero lungo che richiama le linee degli altri abiti bustier della co-conduttrice è stato arricchito con un velo di tulle trasparente che copre braccia e décolleté. ELEGANZA.

In questo capolavoro di Armani il bianco abbraccia appassionatamente il nero. Questo abito bustier in velluto di seta e crepe, leggermente svasato dalla vita in giù, è pura poesia. CLASSE

Pioggia di cristalli su un’organza romantica. L’abito da sogno di Philosophy by Lorenzo Serafini è fatto di tulle profilato da cristalli su tono. La particolarità del vestito è lo scollo sulla schiena con maxi fiocco in organza. MAGIA.

Re Giorgio Armani ha dato vita ad un abito sensuale e estremamente raffinato. Questo vestito bustier in cade nero presenta un ricamo gioiello che segue tutta la linea della mise ed è interrotto da uno spacco profondissimo che rendeva giustizia alle gambe chilometriche di Virginia. SENSUALITA’.

THE WINNER IS l’abito monospalla di Philosophy by Lorenzo Serafini. Questo incontro travolgente tra antico e moderno, con uno spacco laterale moderato ed inondato da una cascata di cristalli Swarovski mi ha letteralmente conquistata. Ha valorizzato ampiamente la silhouette della showgirl. MUSICA MAESTRO.

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