ZARA EPIC FAIL

E’ stato ritrovato un topo all’interno delle cuciture di un vestito di Zara.

A New York una ragazza, Cailey Fiesel, 24enne di Manhattan, ha comprato un vestito nero da Zara. Il giorno seguente lo indossa per andare a lavoro e durante la giornata sente un odore pungente e nauseabondo, e poco dopo un fastidio vicino la gamba. Credendo fosse una targhetta antitaccheggio, tenta di tirarla. Quello che scopre è davvero allucinante. Stava tirando la zampa di un topo, che, a suo tempo, sarà stato cucito vivo all’interno del vestito.

“Non riuscivo a sfuggire a quell’odore che stava diventando preoccupante. Sentivo qualcosa che mi grattava la gamba e ho pensato si trattasse della cucitura del vestito, ma quando ho provato a tirarlo ho intravisto qualcosa di più grande e ho immaginato fosse una targhetta antitaccheggio. Poco dopo ho visto la zampetta uscir fuori dalla cucitura della scollatura. Mi sono bloccata, ero completamente paralizzata dalla paura. Ero sotto choc, perché sebbene mi fossi resa conto che si trattava di un topo, il mio cervello si rifiutava di crederlo. E invece si, si trattava esattamente di un topo grande più di sei centimetri in avanzato stato di decomposizione”.

Respiro e bevo, altrimenti vomito. Non oso nemmeno immaginare cosa abbia provato la ragazza alla vista del ratto nel vestito. Probabilmente io o sarei svenuta, oppure, in preda al panico e tra le urla, avrei tagliato o strappato la parte del vestito in questione. Terribile.

Cailey ha citato in giudizio presso la Supreme Court di Manhattan la multinazionale di moda, in quanto ha violato il suo dovere di esercitare una ragionevole cura nella progettazione, produzione, controllo, e distribuzione dei suoi prodotti.

Il legale è stato molto intelligente a diffondere subito le foto. Tutti devono sapere e non si può sempre insabbiare. Secondo voi, questo tremendo incidente può mettere in crisi il colosso della moda low-cost? Potrebbe essere l’inizio di un giusto declino? Probabilmente no, ma questo episodio ha creato non pochi sentimenti di sgomento nelle fan del marchio, me compresa, che ora saranno estremamente deluse dall’azienda.

Come possono succedere delle cose del genere?

Zara è nota per produrre i propri capi molto velocemente, adottando una metodologia che permette di passare dal design allo scaffale in un breve lasso di tempo. E ok, ma da qui a trovare il cadavere di un topo ce ne passa. Significa che non vi sono adeguate condizioni igienico-sanitarie in questi stabilimenti di grande produzione. Voglio pensare che sia stato un episodio, ma dovrebbe esserci un Ispettore che controlli la qualità dei capi. E questo soggetto dov’era? Come svolgono il proprio lavoro? Dovrebbero esserci severi controlli di qualità e standard, di salute e sicurezza, comuni in tutto il mondo, che vengono seguiti in tutte le fasi della produzione, incluse la cucitura e la stiratura.

A detta di qualche ex dipendente la produzione è enorme, e non è possibile controllare la merce capo per capo. Gli ispettori solitamente ne controllano una decina, e poi lasciano il resto al caso. Non si può assumere più personale perché i costi sarebbero eccessivi. NON CI CREDO. Il proprietario di Zara, che poi è anche l’uomo più ricco del mondo, ha deciso di condividere una parte dei suoi guadagni con i propri dipendenti. Non so se sia vero, ma se ha soldi da donare a dipendenti vari, può a questo punto creare anche nuovi posti di lavoro, che permettano all’azienda di rispettare il consumatore.

Ci saranno conseguenze?

Per l’azienda nessuna. Sicuramente.

Per la ragazza che ha trascinato l’azienda in giudizio prevedo un’ingente somma di denaro in arrivo, anche perché, oltre allo shock, il cadavere del ratto era in decomposizione, e le ha procurato una grave eruzione cutanea.

Per noi, invece?

Noi che amiamo andare da Zara con che animo dobbiamo entrarci? Dovremmo controllare capo per capo, o semplicemente non entrarci più? Zara è un marchio di qualità almeno sufficiente. Ci sono altre catene che producono abbigliamento di qualità peggiore, come Berska, Pull and bear, H&M, Pimkie, per fare qualche nome. Cosa mi dovrei aspettare allora da queste altre catene di grande produzione?

Non ho parole per descrivere quanto è successo, anzi vi descrivo le mie reazioni:

  1. Nausea.
  2. Shock. Ho acquistato una caterva di panni e accessori da Zara. Pensare che all’interno di essi possano esserci animali morti mi ha mandato letteralmente in tilt.
  3. Sclero. Ho iniziato a controllare i panni uno ad uno.
  4. Panico. Il mio cane si avvicina alla borsa appena comprata ed inizia ad annusarla. Vuoi vedere che c’è all’interno il cadavere di un topo? O.O Fortunatamente non c’era nulla.
  5. Ansia. Dopo essere rinsavita, a mente lucida, mi sono fermata e ho pensato che d’ora in poi avrò un po’ di ansia a comprare da ZARA.

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